Prima di addentrarsi nei meandri di questa mia personalissima teoria,
devo fare qualche premessa: primo, il fatto che Leopardi sia stato
omosessuale o meno è totalmente irrilevante rispetto alla genialità del
personaggio e delle sue opere. Secondo, non sono un critico letterario:
sono un (quasi) ingegnere e per questo perdonatemi se per elaborare la
seguente teoria non parlerò dall'invenzione dell'alfabeto, del regno di
Assurbanipal o del sacco dei lanzichenecchi, ma andrò subito al sodo;
terzo, vi garantisco che sono sobrio e che nelle ultime ore ho bevuto
solo acqua.
Bene, veniamo a noi. Come saprete, si dice che Leopardi fosse, per così dire, omosessuale: ma fu davvero così?
Io
voglio adottare un atteggiamento scettico: voglio trovare il
significato nei simboli nascosti. E allora prendo il mio bel libro delle
superiori ("Dal testo alla storia, dalla storia al testo", Ed. Paravia)
Volume 4.2, e leggo: Leopardi amava Fanny Ronchivecchi Targioni
Tozzetti, alla quale dedicò una poesia con lo pseudonimo di Aspasia. E
poi tutte le storie relative al fatto che Silvia non esiste, che Silvia è
in realtà Teresa, che Teresa è in realtà Fanny. E se Fanny non fosse
mai esistita (nonostante abbia una pagina su Wikipedia)? E se Fanny
fosse solo un simbolo? Cioè, sono riusciti a trovare significato
metafisico nei "Tagli su tela" di Fontana ( http://www.contegemona.it/wp-content/uploads/2011/01/Tagli_Fontana.jpg
), credono che Dante fumasse erba per via dell'episodio di Glauco nella
Divina Commedia, perché non credere che Fanny possa essere un simbolo?
D'altra parte, che razza di nome è Fanny? In Italia, per giunta?
Ok.
Possiamo presumere quindi che Fanny fosse un simbolo. Ma di cosa? Voi
che sapete lo slang americano l'avete già capito. Per gli altri, provate
a cercare su Google "Fanny in english slang" (http://en.wikipedia.org/wiki/Fanny#In_slang).
Esatto. Leggete bene. Fanny è l'organo genitale femminile. Quindi il
sillogismo simbolico è evidente. Fanny è la f..a - A leopardi piace
Fanny, quindi a Leopardi piace la f..a.
Scusare la
volgarità , ma rende l'idea. Lineare ragionamento. Ed ora quindi si può
ragionevolmente porre in dubbio tutto il resto: e se il Ranieri fosse
stato veramente solo un amico e il loro rapporto fosse stato solo quello
di coinquilini? E se invece Leopardi fosse stato un Don Giovanni (la
Comix di quest'anno, fonte ATTENDIBILISSIMA ovviamente, scrive a metà
Ottobre che Leopardi si sarebbe consolato con trentacinque donne. 35! E
se fosse vero?). D'altra parte anche l'altro pessimista (passatemi il
termine, amanti di filosofia) del periodo, Arthur Schopenhauer, era il
piu famoso Don Giovanni di Vienna.
Ora, ragionando a
posteriori, posso capire che il pessimismo cosmico del nostro caro
Leopardi si possa giustificare con l'eventuale impossibilità di fare
outing, come i tormenti di Tiziano Ferro nei primi album; ma è anche
vero che potrebbe essere tutt'altro, e ondate di pessimismo cosmico si
osservano in vari punti della storia: negli interisti nati tra il 1989 e
il 2006, e nei milanisti nati quest'anno.
Il mio
compito è dunque finito: resta ai letterati, agli intellettuali, ai
linguisti, capire se la mia teoria possa essere plausibile. Ma non
venitemi più a dire che a Leopardi piaceva SilviO, non potrei
sopportarlo!
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